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giovedì 24 novembre 2016

17) Brevetto che riguarda il colore Indaco

Ho preso in analisi il brevetto US 5378246 A. E' stato registrato nel 1993 e pubblicato nel 1995, inventato da Sally Gurley, e in origine era assegnato all'azienda Allegro Natural Dyes, Inc.
Si tratta di un procedimento non inquinante per tingere fibre di cotone o lino. Esso impone di pre-trattare la soluzione con una soluzione mordente (naturale), successivamente si passa al trattamento vero e proprio in un ambiente inerte, cioè azoto. Poiché, come ho già spiegato in altri step, il colorante indaco si attiva solo con l'ossidazione, il tessuto viene quindi immerso in acqua fredda.
La particolarità di questo procedimento è quella di colorare meglio i tessuti, nel senso che sono più resistenti ai lavaggi rispetto a una tintura tradizionale, e a differenza di questa è inoltre capace di tingere materiali diversi dai tessuti.
Per i dettagli tecnici e le rivendicazioni, consultare il link al brevetto.

14) Chimica dell'Indaco


Nel 1865 Adolf von Baeyer iniziò a lavorare alla caratterizzazione strutturale della molecola dell'indaco e cercò di ottenere il colorante in laboratorio riuscendoci nel 1878 col processo sintetico mostrato in figura. Non è l'unico processo possibile ma è il più facile da realizzare.
 La maggiore diffusione dell'Indaco si è avuta a partire dalla seconda metà del Novecento con l'esplosione dei blue jeans. Data l’enorme diffusione, il colore viene spesso confuso con il blu.
In realtà, il colorante applicato ha inizialmente un colore biancastro, che solo con l’ossidazione, una volta che è stato assorbito dal tessuto, riesce a scurirsi.
Giusto per confondere un po' le idee, è interessante notare come cambiando leggermente la formula chimica del colorante (inizialmente blu), cioè aggiungendo due atomi di bromo, si ottiene il colore viola.

FONTE http://notedichimica.altervista.org/indaco.html